solo sesto

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Ieri è stata una giornata faticosa, è stata una bella giornata. Son partito verso le sette da Cuneo, direzione col de la Bonette, è li che dovrei incontrare gli altri di storyteller ed è li che dovrei incontrare Aaron.
Aaron è partito un po’ prima dal Vars, con il suo parapendio, è planato fin verso Jausiers e poi a piedi, come al solito, con la sua vela in spalla è risalito verso il colle cercando un buon decollo.

 

Aaron Durogati

 

Con lui i due francesi, quelli con qui da qualche giorno si scambia la quarta posizione in gara. Dalla Bonette vediamo le vele lontane, in alto, che salgono su una termica e che lentamente si avvicinano a noi. Aaron è un po’ più avanti e sta recuperando sull’austriaco, la terza posizione è lì, vicina. Saliamo in auto e iniziamo a scendere verso Isola. Una piccola carovana: i supporters, i due mezzi di Damiano, Matteo e Alex che seguono Aaron da inizio gara e la mia furgonetta. Un po’ con il naso all’insù e un po’ con l’occhio al GPS, per capire dov’è Aaron e per capire dove bisogna spostarsi. Si guida veloce e ci si ferma ovunque, non bisogna andare troppo avanti o rimanere troppo indietro.

 

Aaron Durogati

 

Aaron Durogati

 

I 14 gradi del colle sono diventati 30 o qualcosa di più. Aaron vola veloce, passa in terza posizione, bravo. Poi inizia a perdere quota, ha volato già molto e siamo quasi a Montecarlo, l’austriaco e i francesi sono poco più indietro ma più in alto e soprattutto più ad est. Iniziamo a percorrere stradine deserte, in salita, il gps dice che dovrebbe essere lì, poco più in alto.

Aaron Durogati

 

Ci fermiamo, lo cerchiamo, eccolo. Sbuca da un boschetto, sembra stanco, la crema solare sul viso sta iniziando a colare via con il sudore. Prende da bere da Renata e inizia a correre chiedendo notizie dell’austriaco e quale sia la strada migliore da seguire. Corre sull’asfalto, corre con una temperatura più vicina all’inferno che all’estate e sa che dovrà correre ancora un po’.

Aaron Durogati

 

Aaron Durogati

 

Aaron Durogati

 

Aaron Durogati

 

Continua a chiedere la posizione degli altri che purtroppo sono un po’ più avanti, son riusciti a volare di più, ma non molla, ci crede. Arriverà a Montecarlo intorno alle 17, gli ultimi tornanti in salita li fa camminando, sa che sarà sesto, sa che ci ha provato e che in fin dei conti va bene così. Può sembrare dura una giornata come ieri, dal Vars a Montecarlo soltanto con le proprie forze e con la propria vela da parapendio, potrebbe già bastare. Ma Aaron, insieme ad altri 31 atleti è partito dieci giorni prima, da Salisburgo, ha volato, ha camminato e basta. Per dieci giorni dalle 5,00 del mattino alle 22,30 ha fatto solo e sempre questo passando dal Brenta al Monte Bianco fino a Montecarlo. Io ho seguito ogni mossa dal computer, gli altri storyteller invece l’han seguito in ogni momento ma ieri ho voluto raggiungerli, volevo provare a capire cos’è l’Xalps da vicino, volevo vedere Aaron anche solo per dirgli bravo.
Poco prima dell’arrivo nel team c’era un po’ di sconforto, l’ultimo giorno è andato peggio del previsto. Ma poi lo vedi arrivare, con il sorriso sulle labbra, con la mamma che sventola la bandiera italiana, con il volto di chi è stanco ma contento.

Aaron Durogati

 

Aaron Durogati

 

L’ha finita. Ha finito l’xalps, una gara che ti stanchi solo a pensarla. E un po’ mi son vergognato perchè l’ho pensato mentre lo aspettavo sugli ultimi tornanti: peccato, è solo sesto.

Ma per piacere va.

Aaron Durogati

 

Aaron Durogati

 

Aaron Durogati

 
 

Comments

  1. Grazie… grazie perché hai raccontato (bene) una bella storia, un storia vera. Grazie per aver condiviso e come dici tu “…Ma per piacere va!”

  2. Davide scrive:

    Non leggo spesso articoli sul nostro mondo , quello del volo libero , fatti così bene . Anzi di solito raccontano di noi solo degli incidenti più che delle imprese (vedi testate televisive e giornalistiche del 2/3 luglio che annunciavano la morte di 4 parapendisti su lato italiano del montebianco) Bravo hai reso l’idea di cos’è questa avventura . E grazie per l’articolo all’Amico Aaron .
    Ciao

  3. Norbert Wallnöfer scrive:

    Ti ho seguito per tutto il tempo in media 10 ore al giorno. La finale é stato un giorno un po triste. Ci vediamo fra due anni
    Ciao

  4. Jean-Marc scrive:

    Bel articolo e belle foto. Peccato per il risultato, Aaron sarebbe potuto arrivare quarto se non fosse stato per i francesi che gli stavano col fiato sul collo. Sono comunque sicuro che nel 2017 farà meglio.
    Saluti dalla Valle d’Aosta

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